Sono Andrea Pacini, nasco a Prato, nel 1979. Mi avvicino alla fotografia fin da piccolo, grazie a mia madre che riempie la casa con tante belle foto scattate con la sua amata Leica analogica durante alcuni viaggi. Nonostante questo, inizialmente io sembro non condividere la stessa passione. Almeno fino a quando non inizio a girare l’Italia per andare ai concerti dei miei gruppi preferiti. È, infatti, grazie alla mia passione per la musica che mi avvicino per la prima volta alla fotografia.
È il 1996 e sul palco del Filaforum di Assago a Milano si esibiscono gli Smashing Pumpkings: c’ero anche io, per niente al mondo me li sarei persi! Inizio a scattare alcune foto perché voglio qualcosa che possa ricordarmi di quel momento. Successivamente, continuo ad andare ai concerti, sempre con la macchina fotografica nello zaino, nascosta fra i panini per non farmela sequestrare. I risultati sono scarsi, ma una cosa è certa: continuerò a scattare e a sperimentare per riuscire a rendere quegli istanti indelebili.
Con l’avvento del digitale, le cose si fanno ancora più interessanti, soprattutto per il fatto di poter vedere subito il risultato dello scatto appena catturato, così da poterci eventualmente riprovare o correggerlo.
Nel frattempo, studio e mi formo professionalmente come fotografo e videomaker anche in altri contesti, come sport estremi e street: imparo a confrontarmi, quindi, non solo con le situazioni di buio e luce a distanze elevate tipiche dei concerti, ma anche con soggetti in movimento a velocità elevate e dettagli a distanze ridotte.
Non amante della post-produzione, la mia mission è quella di continuare a mostrare la realtà del comportamento umano attraverso la cattura dell’attimo nella sua spontaneità più vera, senza alterarne l’autenticità.
